Ho una brutta notizia per me: due giorni fa mi
hanno portato via da casa mia e dicono che non ci posso tornare più fino a
quando non si sa. Questo di solito capita ai cani randagi. Poverini. O a quei
signori con la barba lunga che vivono per strada, che poi se ne vanno in giro
con la bicicletta piena di buste vuote chiedendo l’elemosina ai supermercati. E
parlano da soli con il vento o cantano le canzoni di una volta. A loro può
capitare, ma non doveva succedere a uno come me. Io non sono mica un barbone
né, tanto meno, un cane randagio. Quando la nonna mi ha chiamato al telefono io
gliel’ho detto chiaro e tondo come la pensavo: “si può sapere che cosa ho fatto
di male? Perché la mamma non mi viene a prendere? Voglio la mia casa indietro!
Non è giustoooo!”...
Un viaggio nei bassifondi delle nostre città, tra Caritas e dintorni. A cura di Matteo Donati
venerdì 28 gennaio 2022
martedì 25 gennaio 2022
FIGLIA DI DIO - Tra sogno e realtà (Capitolo 1)
Diciamo che la mia vita non è iniziata nel migliore dei modi. Anzi, forse non poteva cominciare peggio. Oltretutto, come spesso accade in certi film un po’ malinconici, quel giorno pioveva. Cielo grigio e pioggia a catinelle. Evviva! Forse Dio era triste e piangeva perché la mia mamma mi stava abbandonando. Fatto sta che qualcuno la portò all’ospedale, lei fece tutta la trafila del parto e disse “no grazie, non la voglio”. Una cosa terribile e cinica starete pensando voi e lo penso anche io, ma è pur sempre la mia mamma...
lunedì 27 maggio 2019
INAUGURATA LA COOPERATIVA SOCIALE AGRICOLA
JESI – Taglio del nastro per l’Orto del Sorriso. Frutta e verdura coltivati dai volontari della Cooperativa Agricola Sociale Orto del Sorriso. In via Calabria 47, poco fuori il centro città di Jesi, con anche il punto vendita. Alle ore 18 di oggi (sabato 25 maggio) apericena inaugurale per la cittadinanza.
«Questo orto è un dono della comunità, perché senza le persone sarebbe stato impossibile realizzarlo. È il risultato di tanti pezzi di puzzle che si sono perfettamente incastrati insieme – afferma Matteo Donati, presidente della cooperativa – Un progetto nato quattro anni fa da un’intuizione della Parrocchia di San Giuseppe di Jesi e della Caritas diocesana, con lo scopo di valorizzare, in una logica di coinvolgimento locale e sociale, due ettari di terreni messi a disposizione dalla diocesi, enti pubblici o privati, al fine di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate o in difficoltà economica». Tra le collaborazioni presenti è in via di sviluppo quella con il carcere di Barcaglione. Tra i sogni da realizzare: coinvolgere alcuni pensionati come volontari “maestri” dell’arte contadina e recuperare terreni incolti e immobili in stato decadente.
martedì 14 maggio 2019
giovedì 21 marzo 2019
LA PARTITA - Capitolo 10 - Fischio finale
Mancavano pochi giorni a Natale e
volevo fare un regalo indimenticabile ai ragazzi. Dopo tanto pensare mi venne
in mente l’idea giusta: per essere una vera squadra non bastava il senso di
appartenenza, dovevamo avere una divisa, dotata di pantaloncini, calzettoni e
maglietta personalizzata, con tanto di nome e numero. Il giorno seguente la
Provvidenza ha voluto che incontrassi un parrocchiano molto generoso che
sentendomi raccontare l’idea si è persino proposto come sponsor finanziatore.
Il massimo...
giovedì 14 marzo 2019
LA PARTITA - Capitolo 9 - Ablo
Volevo proporre ai ragazzi un
nuovo modo di vedere il mondo, ma vi assicuro che non è facile: ogni giorno trovavo
mille ragioni per arrendermi e convincermi che stavo solo perdendo tempo. Forse
è da pazzi o da ingenui pensare di tirare fuori qualcosa di buono da un gruppo
di ragazzi che tutti considerano “spacciati”. Che senso ha dire loro che sono
stati scelti e che qualcuno li ama, quando non vedi i risultati che speravi?
Eppure, nonostante tutto, c’è
sempre una luce che resta accesa. Anche quando sembra stia per spegnersi, una
mano la ripara dalla corrente. Una parola o lo sguardo di un ragazzo di 17 anni
come Ablo che dice “il nostro incontro mi ha cambiato, la mia vita non è più la
stessa, anche se a volte fatico a dimostrarlo”...
martedì 5 marzo 2019
LA PARTITA - Capitolo 8 - Don Bosco, Manuel e Habib
Era il 31 gennaio, giorno in cui
si festeggia San Giovanni Bosco, il protettore di tutti i giovani. Nell’iniziare
l’avventura con i ragazzi, per me è sempre stato un punto di riferimento
fondamentale: mi colpiva soprattutto la sua ricetta per la santità, che
consisteva semplicemente nello stare allegri, fare il proprio dovere e fare del
bene agli altri.
Così in quel giorno tanto
importante abbiamo deciso di radunarci per ricordarlo, partecipando alla santa
Messa delle 18,30. Incredibilmente si realizzò quello che avevo solo sognato:
la cappella feriale che usavamo per pregare e che solitamente a quell’ora
ospitava un gruppetto di pie donne fedelissime, quella sera si riempì di
giovani. Eravamo talmente tanti che mancava l’aria. E non sto esagerando...
giovedì 28 febbraio 2019
LA PARTITA - Capitolo 7/10 - Youness
Se vuoi
incidere il cuore dei ragazzi devi proporre esperienze forti. La mediocrità e
il qualunquismo si possono trovare ovunque: al bar, sui social, in discoteca.
Anche l’amicizia e le gite in montagna devono avere un collante più forte,
altrimenti prima o poi verrà a mancare qualcosa.
Un giorno
io e il mio amico Francesco abbiamo deciso di giocare una carta molto
importante: la Carità. Abbiamo raccontato ai ragazzi del San le nostre
esperienze di missione in mezzo ai poveri del Perù, del Brasile e del
Mozambico. Parole e immagini che descrivevano i luoghi, le persone incontrate e
le loro sofferenze, ma soprattutto raccontavano cosa era cambiato dentro di
noi: stare in mezzo ai poveri ci ha fatto vivere l’urgenza di regalare per
restituire alla vita tutta la ricchezza ricevuta.
giovedì 21 febbraio 2019
LA PARTITA - Capitolo 6/10 - Ettore
Ho sempre considerato i ragazzi
del San un grande regalo. Più passa il tempo, più me ne rendo conto e anche se
è una cosa strana da dire, sono una carezza di Dio. Cioè uno di quei doni che a
volte arriva inaspettato, altre volte chiesto e desiderato, ma che è sempre
molto più grande di quanto lo si poteva immaginare. Prima di incontrare i
ragazzi avevo vissuto uno dei periodi più difficili della mia vita: un tempo di
aridità spirituale che aveva messo in crisi ogni mia certezza. Io che credevo
di aver capito tutto dalla vita, mi sono reso conto di non aver capito nulla. E
il dolore profondo e concreto che sentivo era la prova schiacciante del mio
fallimento.
martedì 12 febbraio 2019
LA PARTITA - capitolo 5/10 - Neve
Io ero alla
guida di un vecchio furgone nove posti mentre il mio amico Francesco conduceva
la sua macchina. Carichi di ragazzi stavamo viaggiando verso la nostra prima
grande avventura: raggiungere la vetta del Monte San Vicino, ormai ricoperta di
neve, a 1480 metri di altitudine. E’ difficile descrivere a parole il grado di
eccitazione che si respirava: sembrava di accompagnare dei bambini al Paese dei
Balocchi. D’altra parte era la prima volta che il gruppo viveva un’esperienza
del genere. Non avrei mai creduto che una semplice gita in montagna si sarebbe potuta
trasformare in un atto di libertà.
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