lunedì 2 settembre 2013

5 - IL BEL RENE'



State per leggere una delle storie che mi ha affascinato di più. Sentirete parlare di un personaggio molto originale che vive per strada da una decina d’anni e metà della sua vita l’ha passata in carcere, quello duro. Ma prima di conoscere il Guido di oggi dovete immaginarlo quando era ancora un ragazzino: uno scugnizzo classe 1957 tutto riccioli neri, con un fuoco dentro di sé che lo rendeva inquieto e curioso. Se a questa indole focosa aggiungete il quartiere in cui è nato, la Comasina nella periferia di Milano, un padre violento e l’incontro con il famoso bandito Renato Vallanzasca, avrete un’idea più chiara. Adesso andiamo con ordine, vorrei riuscire ad accompagnarvi dentro la vita di Guido con la dovuta delicatezza. Alcuni di voi, come me, potrebbero affezionarsi a lui e credo di sapere il perché: ci sono delle anime che sono speciali e custodiscono qualcosa di molto prezioso. Un tesoro. Ma col passare del tempo questo tesoro cresce e a volte diventa talmente grande che deve volarsene via. E il momento cruciale arriva quando quell’anima deve decidere dove far migrare il proprio tesoro. In genere ci sono tante direzioni, ma non tutte rendono felici. E la felicità non è altro che una sorta di armonia in cui l’anima e il suo tesoro se ne stanno in pace. Al contrario, ci sono percorsi che conducono verso strade dolorose. Di solito hanno confini ammalianti, ma nascondono spine acuminate e feroci intemperie. Questo pensiero non vuole giustificare niente, serve solo a spiegare come certi uomini, giudicati criminali o devianze del sistema, tante volte tengano nascosto un bene profondo che non è riuscito a spiccare il giusto volo. Forse, più semplicemente, nessuno glielo ha mai insegnato...

4 - IL MARINAIO

Qualche tempo fa, sistemando le carte del mio ufficio, ho trovato una lettera che avevo quasi dimenticato. Rileggendola mi sono tornate in mente tante cose. Ho rivisto in quelle poche righe la vita di un uomo che si faceva chiamare il Marinaio perché prima di diventare un uomo di strada è stato un grande avventuriero. Nato in sud America è stato membro di molti equipaggi che hanno solcato i mari di luoghi remoti come la Patagonia, la Terra del Fuoco, l’Amazzonia. Quello che so di quelle mete leggendarie lo devo soprattutto a lui che me le ha descritte e mi ci ha accompagnato con la fantasia. A volte ho pensato al Marinaio come a uno dei personaggi narrati dal grande scrittore cileno Luis Sepùlveda nel suo Patagonia Express. Così ho deciso di pubblicare questa lettera che di per sé potrebbe assomigliare a tante altre, ma per quello che è avvenuto in seguito, ha assunto per me un significato molto più profondo che conservo con cura nella raccolta dei miei ricordi... 

3 - SEi PIU' FORTE DI ME


Paolo sa di avere solo un’ora a disposizione. Fra sessanta minuti la guardia ricomincerà il giro di ronda e sarà finito il tempo utile per realizzare il piano. Dovrà agire in fretta, a sangue freddo. Paolo è uno dei 66 mila detenuti nelle carceri italiane, è dentro da pochi mesi, ma dovrà starci per altri otto anni. Troppo. Troppo tempo. Una vita.

2 - LE AVVENTURE DI UN PICCOLO FASCISTA


Mio padre era un uomo di destra, uno di quelli veri, non così per dire. Ha combattuto la seconda guerra mondiale e non ha mai tradito, rimanendo sempre a fianco dei tedeschi. Fino alla fine. Nella parete più luminosa della sala da pranzo aveva attaccato una gigantografia del Duce. A volte mi faceva un po’ paura: mi impressionava il suo sguardo cupo, infatti non volevo mai restare da solo dentro quella stanza. Passavo di lì veloce e cercavo di non guardarlo per niente. Poi col tempo mi ci sono abituato e diventando grande i miei timori iniziali sfumarono prima in un sentimento di simpatia, poi in assoluta ammirazione. Mio padre era per me come una roccia, anzi di più, una montagna. Ero fermamente convinto che fosse infallibile perché aveva sempre la soluzione giusta a ogni problema. Rappresentava la cosa più solida della mia vita, una certezza assoluta e se era così devoto a quell’uomo, un motivo c’era di sicuro e le ragioni non mi interessavano più di tanto.

In casa l’educazione era molto rigida e la mia famiglia era fondata su due valori assoluti e imprescindibili: ordine e disciplina. Se non rispettavi queste regole le buscavi. Se ti veniva in mente di lamentarti, le buscavi un’altra volta e così fino a quando non ti era entrata in testa la teoria. Mio padre faceva il magazziniere, lavorava per una ditta edile specializzata nella lavorazione della vetro resina, mia madre era impiegata statale. Lavoravano onestamente. Posso dire che non mi facevano mancare quasi nulla e a quei tempi era una bella fortuna perché io abitavo a Napoli e quelli erano gli anni settanta...

1 - CENTRO D'IGENE MENTALE

Squilla il telefono. Rispondo. Si presenta un medico del Centro d’Igiene Mentale. Mi riferisce che hanno ricoverato Jessica d’urgenza. La situazione è molto grave, c’è mancato poco che morisse. Da una settimana era rinchiusa nella sua roulotte senza mangiare. Solo Tavernello in cartone e fiumi di antidepressivi. Risultato: intossicazione e delirio. Per fortuna una volontaria è andata a farle visita, si è accorta della situazione e ha chiamato un’ambulanza. Non appena apprendo la notizia salgo subito in macchina e la vado a trovare. So per certo che non ha parenti né amici in grado di starle vicina in un momento così delicato...

venerdì 9 agosto 2013

DELITTO FERRI, PAPA FRANCESCO TELEFONA AL FRATELLO DELLA VITTIMA PER CONFORTARLO










PESARO - La telefonata che non ti arriva in un mercoledì d’afa, quando il sudore ti si appiccica addosso come il dolore con cui convivi e cerchi di addomesticare da due mesi. «Ciao Michele, sono Papa Francesco...» e il resto è incredulità, stupore, commozione... 

(articolo tratto da "Il   Messaggero", foto da "Famigliacristiana.it")

venerdì 21 giugno 2013

LA FORZA DI CAMBIARE

...per ascoltare l'intervista rilasciata per questo nuovo video blog curato da Alberto Pancrazi (giornalista RAI) clicca sotto

Guarda il video

venerdì 14 giugno 2013

CAVALIERI DELLA REPUBBLICA GRAZIE A UN "BARBONE"


Sembra la classica favola uscita dalla fantasia di Dickens. Una di quelle storie di cronaca bianca nascosta dalle tante, troppe tragedie che affollano i nostri giornali oggigiorno.