venerdì 17 agosto 2012

LA CURDA

   
Adilè è una donna di etnia curda. La sua è una terra divisa tra Turchia, Iran e Iraq, con enclave in Siria, ma il fatto di essere ricchissima di prodotti naturali, tra cui il mitico petrolio, le ha gettato addosso un mucchio di guai. L’ha resa vittima di ingiustizie e violenze indicibili.

giovedì 16 agosto 2012

LA COPPIA PIU’ BELLA DEL MONDO

   
Josè è come il vento. Un giorno ha deciso di volare e di liberarsi da tutte le catene che lo legavano a terra. Ha sposato Nuestra Señora de la Libertad. Ha scelto di essere libero e ne pagherà il prezzo.

mercoledì 15 agosto 2012

L’OMICIDA

   
Ci sono storie che mi mettono paura. Mentre le ascolto mi vengono i brividi lungo la schiena e una sorta di solletico dentro gli occhi. Per non piangere devo guardare da un’altra parte, lontano da quello sguardo. Non so come, ma mi viene da entrare dentro le persone: nelle scarpe in fuga dalla Polizia, nelle mani che hanno rubato e malmenato, nei panni sudici e fradici, nelle cicatrici della pelle.

I MAGNIFICI 5

   
Li osservo avanzare dalla parte opposta del tunnel. Sembrano dei supereroi. Il vento scuote leggero i loro capelli e gli zaini gonfi sulla schiena gli danno un’aria davvero imponente, quasi minacciosa. Il sole sta calando dietro le loro spalle e cinque lunghe ombre si distendono in avanti per diversi metri, ormai mi raggiungono.

PRISTINE

 
La casa di Pristine è situata nella zona mare di Basùra. Avendola incontrata un giorno per strada nel corso di uno dei miei pellegrinaggi in città le avevo chiesto se potevo passare a trovarla, così eccomi in via Allende 46. Pristine è una ragazza davvero molto bella, porta con sé il profumo e il mistero della sua amata Africa.

UNA CITAZIONE

 
Nel suo “Mondo piccolo” Giovannino Guareschi scriveva che “…gli uomini sono delle disgraziate creature condannate al progresso, il quale progresso porta irrimediabilmente a sostituire il vecchio Padreterno con le nuovissime formule chimiche. E così, alla fine, il vecchio Padreterno si secca, sposta di un decimo di millimetro l’ultima falange del mignolo della mano sinistra e tutto il mondo va all’aria.”

L’ANARCHICO

   
Finalmente il giudice mi ha dato il permesso di far visita al carcere di Basùra. Lo aspettavo da settimane. Fino a oggi una prigione vera l’avevo soltanto immaginata e ogni volta che ci passavo davanti la vedevo come un enorme blocco di cemento che conteneva persone cattive.

IL MAGOBBUONO

   
Mi trovo nei presi della stazione ferroviaria e vedo da lontano la sagoma del Magobbuòno. Avanza zigzagando in sella a una vecchia bicicletta arrugginita. Assomiglia a una enorme sfera con annessa pancia da Babbo Natale. Indossa una maglietta bianca di cotone che puzza da cani e quattro strati di giubbotti rigorosamente aperti sul davanti che sbattono al ritmo del vento.

LA MALATTIA

   
Cammino con le mani in tasca e tanti pensieri inutili che accompagnano i miei passi. Cerco di catturare qualche immagine curiosa per poi rielaborarla e giocare a inventare storie. La città però mi deconcentra: aria pesante, velocità schizofreniche, volti concentrati, distratti, distanti o persi.

MOHAMED

 
E’ inverno e fa un freddo cane. La città si muove piuttosto lenta e il grigio di fuori invade tutto, coprendo le cose di tristezza. Strade, alberi, edifici, cielo. Anche le persone sembrano molto più tristi. Come se non bastasse oggi ci si è messa pure la pioggia, sottile e tagliente.