venerdì 21 novembre 2014

PROFUGHI: PERCHE' NON STANNO A CASA LORO?

I discorsi da bar, più o meno razzisti, e i veri problemi del mondo

Si sentono ( e si leggono) discorsi un po’ strani in giro … ad esempio:
PERCHE' NON STANNO A CASA LORO?
Chi dice così, pensa che quelli che rischiano la loro vita ( e non è un modo di dire!) nel viaggio sui barconi e prima attraverso il deserto, lo fanno perché desiderano venire in Europa. Chiunque abbia parlato con loro, si rende subito conto che non c’è persona al mondo, che lasci volentieri la terra dove è nato. Queste persone fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla carestia, dal terrorismo, dalle discriminazioni razziali o religiose. Fuggono perché laggiù muoiono di sicuro e perciò non hanno nulla da perdere. Pensiamo forse che stessero bene e abbiano una vita decente, verrebbero via dalla loro terra? Quindi se non ci interessiamo di come vanno le cose in Africa, in Asia, nel mondo e se non facciamo in Italia o in Europa, delle politiche che non sfruttino quei paesi finché ci serve, ma li aiutino a vivere in pace e giustizia, ci ritroveremo con interi popoli che scappano da morte certa…

SIAMO INVASI E L’EUROPA CI DEVE AIUTARE
Certamente vedendo gli sbarchi a Lampedusa, si può avere questa sensazione. Ma se si leggono i dati, ci si accorge che nel 2012 “il numero delle persone che hanno chiesto asilo nei 27 Paesi dell’UE è 331975, ovvero circo 30000 in più (+10%) rispetto al 2011. Più del 70% dei richiedenti asilo hanno presentato domanda in soli 5 stati membri: Germania (ben 77500, ovvero quasi il 25% di tutti i richedenti asilo dell’intera UE), Francia (60600 richiedenti, pari al 18%), Svezia (43900, 13%), Regno Unito (28200, 8%), e Belgio (28100, 8%). In Italia si è assistitio ad un vistoso calo delle domandedi asilo nel corso del 2012, rispetto all’anno precedente. Secondo Eurostat, infatti, sono state 15715 le persone che hanno avanzato una domanda di protezione internazionale nel nostro paese, rispetto alle 34515 del 2011. Questo dato colloca l’Italia  al 7mo posto tra i 27 Paesi UE in termini assoluti. Ma ancora più interessante è leggere il dato che mette in relazione le persone richiedenti asilo con gli abitanti. Qui l’Italia è addirittura 14ma, con aoppena 260 richiedentiper milione di abitanti, rispetto ad una media dell’UE di 660. Paesi paragonabili all’Italia come numero di abitanti (Francia e Regno Unito) hanno ricevuto rispettivamente 925 e 445 richiedenti per milione di abitanti nel 2012 (Dati tratti dal sito. www.meltingpot.org). Dunque se ci si vuole sentire davvero “invasi” bisogna trasferirsi in Germania o in Francia.

LI MANTENIAMO CON I NOSTRI SOLDI E GLI DIAMO 30 EURO PERCHE'?
Prima di tutti ai rifugiato vengono erogati 2.50 euro al giorno, mentre tutto il resto è dato all’ente a cui vengono affidati. Perché? Perché l’Italia ha firmato col resto della UE e del mondo civile, fior di trattati con cui si è impegnata ad accogliere chi chiede asilo e viene da paesi in guerra. Lo facciamo perché ci riteniamo un paese civile e crediamo nei diritti umani. O vogliamo abolire i diritti per chi è più povero di noi? Certo: li manteniamo con i nostri soldi, comke chi è in cassa integrazione ( e megari dalle ditte che vogliono “risparmiare”-sinonimo di rubare- sulle tasse), come manteniamo i sussidi (sempre più scarsi) per i disoccupati o per chi è in difficoltà. Non abbiamo i soldi? Ma se il 10% delle famiglie italiane possiede il 48% di tutta la ricchezza nazionale ( nel 2008 avevano solo il 44% -sono dati della banca d’Italia), giustizia vorrebbe, che chi possiede immensi patrimoni, possa contribuire al bene comune con altrettanto “immense” imposte, con cui tutti si starebbe meglio, no? Oppure si può mettere un tetto a: pensioni d’oro, vitalizi, buone uscite milionarie, benefit, premi di produzione ecc? oppure non si comprano aerei militari da milioni di euro? Diciamo in generale che, in un bilancio statale o locale, se si vogliono trovare i soldi per un’emergenza, siano gli stranieri o i disoccupati o i disabili ecc., si possono trovare. È un problema di scelte politiche.

CI PORTANO LE MALATTIE
I profughi che arrivano, sono stati tutti visitati all’arrivo a Lampedusavo negli altri centrid’accoglienza. Vengono poi sottoposti a nuove visite al loro arrivo qui. Di solito i loro vestiti vengono buttati: sono in stato pietoso ed e l’unico “bene” che portano con se. Quindi non ci sono materiali infetti. A dir la verità non hanno proprio materiali in assoluto. Stiamo tranquilli da questo punto di vista…

ALL’HOTEL PRINCIPE CI ROVINANO L’IMMAGINE
Pare che i profughi non possano stare vicino alla Palla di Pomodoro: si rovina l’immagine della città! Ma quale immagine abbiamo o dobbiamo dare alla nostra città? Un’ immagine di “città per soli bianchi?” ci manca che scriviamo sui cartelli: “PESARO:NO NEGRI-NO ROM” ( i cani si, perché guai a maltrattare gli animali!). domanda: stiamo forse perdendo un attimo i fondamentali punti di riferimento?

CAMBIARE LA PROSPETTIVA
È chiaro che il problema dell’immigrazione è complesso e nessuno ha le risposte pronte. Di certo non lo risolveremo né con divieti, muri o eserciti, né col buonismo che accoglie tutti, senza discernimento né regole. Ma guai a perdere di vista il centro: i profughi sono PERSONE, fratelli nell’umanità, sono poveri e disperati, con donne e bambini, che fuggono, inseguiti dalla morte. Sono nostri COMPAGNI DI VITA come lo sono i disoccupati, i cassintegrati, i pensionati, i disabili e tutti quelli che non ce la fanno. Certo non possiamo risolvere noi qui tutti i problemi del mondo, ma iniziare con un passo si:questo lo possiamo fare. Chiediamoci: ma quel’è il passo che posso fare io? Proviamo a guardare il problema coi i loro occhi e non solo con i nostri o peggio, con la nostra “pancia”. Di sicuro ci vedremo meglio. E se questo vale proprio per tutti, per un cristiano è fondamentale non dimenticare la parola di Gesù: “ero forestiero e mi avete accolto”. Sarà una delle domande dell’”esame finale” e quello… è meglio passarlo!
Don marco Di Giorgio
Direttore Caritas di Pesaro
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