martedì 14 ottobre 2014

LETTERA APERTA del Direttore della Caritas Diocesana di Faenza a Don Luca Ravaglia

Carissimo Don Luca, i testimoni della Parola sono spesso “segni di contraddizione” e il tuo gesto di proporre alla comunità parrocchiale l’accoglienza di una famiglia Rom e di condividere con essa un tratto del suo percorso di vita lo è stato e lo è... 
Dalla Caritas Diocesana, che ha apprezzato e partecipato, sostegno e solidarietà a te e ai parrocchiani che ti stimano, ti apprezzano e sicuramente ti saranno vicini. Caro Don Luca, non temere per quella famiglia. Anche se a Faenza spira una pesante brezza di ripulso, di rigetto, di ostilità rasenti il razzismo nei confronti dei Rom, qualora, in seguito a sentenza, dovesse essere allontanata dal luogo dove si trova, la sposteremo poco più lontano e si ricomincerà daccapo.

Sempre ammesso che tu e la tua comunità vogliate dar seguito a tale sentenza! Caro Don Luca, a Faenza il prossimo anno ci saranno le elezioni amministrative. È cominciata la caccia al voto, e che c’è di più semplice che farsi paladini del “via i Rom”? Qualche voto è sicuramente preso. La signora che ha presentato l’esposto ha fatto un assist perfetto a Forza Italia che proprio in questi giorni ha iniziato la sua campagna elettorale. Forse con tale gesto spera in un suo inserimento nella lista dei candidati! Un'ultima mia riflessione. Tu, la parrocchia, la famiglia Rom non c’entrate nulla. Si tenta solo di strumentalizzarvi. L’obiettivo politico della denuncia è il Sindaco. Qualora il tribunale decidesse per l’allontanamento della famiglia, in campagna elettorale potrebbe sempre essere detto che il Sindaco, pur a conoscenza che quelle roulotte in quel posto violavano le norme urbanistiche, ha taciuto, ha tollerato e quindi è amico dei Rom e quindi Malpezzi, anche nella prossima legislatura, si mostrerà tale. Carissimo Don Luca, sono certo che in queste notti hai dormito tranquillo e che la tua bontà, mitezza e serenità non sono minimamente scalfite. E allora, come suol dirsi, sciacquiamoci la bocca con un bel bicchiere di acqua fresca e andiamo avanti.
Un abbraccio, ciao

Nerio
Direttore Caritas Diocesana
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