mercoledì 10 ottobre 2012

INIZIANDO DALLA FINE...


In anteprima, solo per i lettori di questo blog, ecco a voi la conclusione del mio nuovo libro...vi chiederete perchè proprio la conclusione? Il motivo è semplice in essa troverete il senso profondo di ciò che ho scritto, ma che adesso non posso pubblicare finchè non uscirà il libro vero e proprio...




Ho pensato di scrivere questo libro perché sono stato provocato: la prima volta in cui presentai pubblicamente Dio non produce scarti venne in veste di relatore don Vinicio Albanesi, sacerdote di Fermo, fondatore della Comunità di Capo D’Arco. Al termine della serata mi disse: “hai scritto delle belle cose, ma devi andare più a fondo”. Raccontando le storie racchiuse in queste pagine ho cercato di seguire il suo consiglio, anche se mi intralcia sempre la paura di non esserci riuscito bene; in effetti mi sono reso conto che scavare nella vita di certe persone è come entrare dentro una ferita e più scendi, più trovi il marcio. Non è per niente facile, a volte ti senti risucchiare dal male, provi disgusto, vorresti scappare via, tapparti le orecchie, lasciar perdere. Però è anche l’unico modo che ti consente di capire davvero chi ti sta parlando e il motivo per cui la vita lo ha condotto fin lì.

Vorrei che queste storie servissero a qualcuno o a qualche cosa. Che non fossero solo un prodotto narrativo, ma inducessero a una riflessione. Sono tutte storie vere, parlano di persone come noi. Quando le trascrivo dopo averle ascoltate e vissute mi compromettono. Mi riportano a terra, mi fanno apprezzare ancora di più tutto quello che ho, soprattutto gli affetti; rendono necessario il bisogno di una rivoluzione che prima di tutto porti un cambiamento nel mio cuore . Più che i grandi discorsi, le conferenze o i dibattiti sui problemi del mondo, è la nostra vita che deve dire qualcosa di vero su come valga la pena essere spesa.

Ma prima di iniziare a leggere ricordate che siete dei viaggiatori e come tali dovete essere pronti a ogni tipo di avventura: tutti gli incontri che farete avverranno a Basùra, una città come ce ne sono tante in Italia, né troppo grande, né troppo piccola; piena di cose belle e interessanti, ma che nei suoi bassifondi, lontano dai riflettori e invisibili ai più distratti, vivono personaggi che ogni giorno lottano per sopravvivere. Cercano un posto dove dormire, un piatto caldo, delle coperte, un riscatto, uno straccio di lavoro, qualcuno che li stia ad ascoltare o anche il modo per rimediare ai propri errori. Se prendete queste storie una alla volta sarà come entrare nelle loro vite e ripercorrere insieme a loro un tratto di strada; se alla fine le osserverete tutte insieme, da una certa distanza, mi piace l’idea che potrebbero assomigliare a un paesaggio. O a un pezzo di mondo. Adesso ho finito, scusate, ma era necessario. Buon viaggio…

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