sabato 19 marzo 2016

IDOMENI: CAMPAGNA SOLIDALE OVER THE FORTRESS_1

Pochi minuti fa è scoppiata una rivolta, improvvisamente centinaia di rifugiati sono accorsi verso un container, e vi è stata una vera e propria rissa tra afghani e siriani. Il motivo della tensione molto alta è causato dalla scelta europea di dividere i profughi in serie a e serie b cioè siriani e iracheni da un lato e afghani e il resto dall’altro. Finora riuscivano a far passare, seppur in maniera ridotta siriani e iracheni e bloccavano gli afghani, c’è stata però la speranza di alcuni giorni in cui gli afghani pensavano che facendosi passare per siriani sarebbero riusciti a passare il confine...



Questo è proprio il motivo che ha fatto scaturire la rissa, in un momento in cui le speranze sono meno, le colpe aumentano sempre di più e i siriani si sono infervorati, questa volta contro gli afghani, additandoli come motivo della chiusura del confine. La rivolta, se pur non ancora del tutto bloccata, è finita con l’arrestato di 2 persone in maniera violenta, buttati dentro un container.
Inizialmente Idomeni era nato come campo provvisorio in cui si doveva stanziare solo una o due notti prima di attraversare il confine, adesso questo non è più possibile. L’Europa ha sigillato i suoi cancelli e adesso c’è molta attesa per quello che sta decidendo in queste ore il Consiglio europeo. La situazione dell’ordine pubblico in generale è tranquilla se non per quanto riguarda liti di questo tipo, la situazione sanitaria invece lascia più a desiderare ma comunque ci sono medici senza frontiere e numerose organizzazioni che fanno il più possibile. Quello da denunciare è sicuramente la condizione di frustrazione che le persone vivono, gente partita alla ricerca di un nuovo paese e di una nuova speranza. L’idea però di fermarsi e dover tornare indietro con la minaccia e il sospetto di dover tornare in Turchia rischia di creare una tensione che può scoppiare in altre forme, questa gente è abituata ad andare avanti, ad aspettare e sono tutte persone decise ad entrare in Europa e questo prima lo accettiamo e prima lo metabolizziamo politicamente in Europa e meglio è. Il numero aumenta sempre di più e nessuno può lavarsene le mani. Come diceva De André “anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”.
Quante persone ci sono adesso ad Idomeni?
Le cifre ufficiali dicono sempre intorno ai 10.000. Nei giorni scorsi alcuni erano riusciti a trovare la scappatoia del fiume, però anche se vanno via mille ne ritornano altrettanti.
Il rappresentante italiano di Save the children afferma che il 40% di queste 10.000 persone sono solo bambini. Da un lato considerate le condizioni inumane è una situazione vergognosa, dall’altro però da un po’ di allegria e di gioia, paradossalmente i bambini giocano con il fango e si divertono, lo stesso fango di cui l’Europa adesso è ricoperta fino alla gola.
Oltre ad Idomeni ci sono altri campi o aree di sosta per chi arriva?
Si, ci sono altri campi definiti provvisori, inizialmente favoriti dalle autorità greche per lasciare Idomeni solo un campo di transito. A 20 km da Idomeni vicino ad una pompa di benzina, a Polikastro, c’è un altro campo spontaneo, paradossalmente più tranquillo e sicuro, sicuramente non c’è del fango ma è cementificato per cui la gente ha iniziato a piazzare le tende un po’ ovunque, anche dentro l’area dell’autolavaggio.
Quella di oggi sarà sicuramente una notte molto delicata, tutti sanno che si deciderà del loro futuro e c’è molta tensione.
Molto importante deve essere l’opera di informazione che spesso è solo pura accozzaglia di notizie sentite qua e là, si dice che i siriani stanno pretendendo “troppo” chiedendo di andare tutti in Germania, tendenzialmente molti preferiscono la Germania ma si sta diffondendo la consapevolezza che questo non è possibile, l’unica richiesta è un’accoglienza degna.
Da tre giorni un ragazzo è fermo sui binari con una frase differente al giorno, ieri era un appello al sole affinché riscaldasse tutti oggi la frase è ”sono sopravvissuto alla guerra non fatemi pentire di averlo fatto.”
Si chiama Hamam ed è uno studente di legge, vorrebbe andare in Germania ma la sua risposta alla domanda - Tu dove vuoi andare? E’ stata: "A questo punto se mi prendessero e mi portassero in un deserto africano ma mi dicessero che posso continuare a vivere in pace e studiare ci starei".

 Pio D’Emilia, giornalista Sky Tg24 in diretta da Idomeni, 17 marzo 2016, ore 18.00

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