lunedì 22 dicembre 2014

UNA CANZONE TRISTE E L'HOTEL SUPRAMONTE

Non so dirti se è davvero una canzone triste.
Non credo si possa parlare di tristezza.
Forse è solo tenerezza.
O desiderio d'infinito.
O un modo divino per parlare d'amore.
Per sussurrarti all'orecchio quanto amo questa vita.
E ogni volta che l'ascolto mi sembra di nuotare in un sogno...
...e immaginare grandi cose...
...e volare... cantare... viaggiare
...
...
...insieme a te...

...ascolta...







E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse e accuse e scuse senza ritorno

e ora viaggi ridi vivi o sei perduta
col tuo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov'è il tuo amore,
ma dove è finito il tuo amore

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete

passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov'è il tuo amore,
ma dove è finito il tuo amore

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome 
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole

ma dove dov'è il tuo cuore,
ma dove è finito il tuo cuore




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