mercoledì 9 aprile 2014

NOI, LONTANI DA QUELLA TERRA



Terra dei Fuochi è il nome di un luogo così distante dalla nostra vita quotidiana da sembrare un’invenzione fantastica. Un topos letterario. Eppure chi era presente al Liceo Torelli di Fano e ha visto Padre Maurizio Patriciello ricevere il Premio Volpini è stato come trasportato. Chi ha sentito risuonare la sua voce pura e ostinata ha viaggiato per un attimo nelle ferite ancora aperte di quelle terre campane, tra desolazione e fumi cancerogeni. Padre Maurizio è un prete, un uomo, che ha fatto la scelta consapevole di portare sulle sue spalle il peso del malessere e della sofferenza dei suoi conterranei. Ed è disposto a tutto pur di lottare contro chi semina morte per raccogliere denaro. Non lo spaventano la criminalità organizzata e nemmeno chi sta ai “piani alti” e fa finta di non vedere...




...Così ha accettato di venire tra noi per dare la sua preziosa testimonianza, perché tutti si sentano coinvolti e un po’ responsabili: quello dei rifiuti tossici non è un problema che riguarda solamente il sud, ma si intreccia fortemente con le azioni di smaltimento e le coscienze del nord.
Forse, l’idea di sradicare il problema è un’utopia, perché il pensare camorristico ha messo ormai radici profondissime, le istituzioni troppe volte sono miopi e il cattivo esempio di tanti politici incrementano la sfiducia in tanti cittadini. Ma se c’è una cosa chiara in mezzo al dramma che si sta vivendo è che a partire dai più piccoli comportamenti le nostre esistenze devono essere un esempio di vita. Non un inno alla morte!
Dobbiamo a lui un grazie perché le sue parole sono come sassi: è giusto che diano fastidio. Con ancora intatta l’emozione per aver conosciuto una persona di incredibile fede e trasparenza, è opportuno condividere un frammento di ciò che vive: “Io dei camorristi non ho paura. Lo so, potrebbero uccidermi e forse lo faranno. L’ho messo in conto fin dal primo momento in cui sono diventato prete. Loro sono i nemici del vivere civile. Loro hanno sempre e solamente torto. Io credo allo Stato. Alla democrazia. Io credo alla libertà. Io credo alla dignità di ogni uomo”.
Di Matteo Donati
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