lunedì 3 febbraio 2014

DAL TUTTO AL NIENTE


La gioventù al bar
Se c’è una cosa che proprio non mi va giù è vedere dei ragazzi che se ne stanno seduti al bar a non fare niente. Dico, ma porco cane è mai possibile che non ci sia qualcosa di più interessante da fare, a parte il niente? Li vedete anche voi, vero? Svaccati sui motorini o su quelle seggiole di plastica. A lasciare che il tempo scorra via, come fosse una cosa come le altre, il tempo; qualcosa che prima o poi torna a nostra disposizione. Eh no, quello non torna indietro, non ci vuole un genio per capire una cosa così elementare. Potete metterla come vi pare, concentrarvi a più non posso, ma non torna...

...e l’immagine più terribile è vedere quei ragazzi con un mazzo di carte in mano che giocano a Briscola o a Tre Sette. L’apice supremo della noia. Se non fosse che si corre il rischio di fare la parte dei rompiscatole barbosi, mi verrebbe da avvicinarmi per dire ma lasciate perdere quelle dannate carte, buttatele via, anzi no, cedetele garbatamente a qual gruppo di anzianotti che se ne sta vicino alla bocciofila! Quella è la loro parte. Loro magari considerano la cosa spassosissima. E’ un’immagine che fa anche tenerezza: vederli concentrati sulla prossima carta da lanciare sul tavolo, con il blocchetto segnapunti professionale, sempre aggiornatissimo e insultare il compagno che non ha notato il segnale fatto con l’occhiolino. “Perché diavolo mi scendi con una semplice figura, quando tutti sanno che se strizzi l’occhiolino come minimo devi scendere con l’asso!” E via con il valzer degli improperi…

Ma tu, giovane ragazzo che sei a un tiro dai mitici diciotto anni, non ti puoi arrendere così. Non puoi, per principio.

Guardati intorno. Che cosa vedi? Un bar? No, aspetta. Staccati da quel cellulare, dimenticatelo, almeno per un po’. Lascia perdere la Briscola e il Tre Sette. Spegni la sigaretta e appoggia il birrozzo. Alzati da quella sedia e lascia perdere i discorsi che stanno facendo gli altri. Di cosa parlano? Discutono di dove andare a festeggiare il compleanno della Patty sabato sera? Sono indecisi sul regalo? Una felpa? Una borsetta trendy-trendy con le borchie? Dimentica la felpa e le borchie, si, anche la borsetta. Esci per un attimo da lì. Che cosa vedi, adesso? E’ un esercizio semplicissimo. Il tuo quartiere dici? No, ancora non ci siamo. Fai qualche passo più in là, la musica è troppo alta. Sei distratto. Non ti piace il silenzio, vero? Ti deprime, giusto? Preferisci le tempeste di bip o avere vicino qualcuno che parla, che muove veloce la lingua, a riempire quei maledetti vuoti di stramaledetto silenzio.

Alza la testa, guarda in alto, se riesci tappati le orecchie. So che sembra assurdo, ma è necessario se vuoi capire davvero ciò che ti voglio dire. Guarda che non sono matto, fidati. Alla fine non è uno sforzo così mastodontico. Fidati, dai.

Cosa vedi oltre il tuo quartiere? C’è qualche cos’altro? Butta giù le case, i palazzi, le antenne paraboliche. Usa la fantasia. Rilassati se ti riesce. Concentrati. Mi dici che adesso vedi la città. Bene, la tua bella città. Allora ci siamo. Hai preso la strada giusta, ma bada di non mollare proprio adesso. Non voltarti indietro. Tranquillo, gli amici sono ancora là dentro al bar, fra poco potrai tornare in mezzo a loro, non ti stai perdendo un gran che. Se intanto finiscono una mano, poi ne inizieranno un’altra e il compleanno della Patty si festeggerà sabato, oggi è solo mercoledì. Ci vogliono ancora tre lunghissimi giorni.

Comecome? Ah, davvero, ti sembra di volare adesso? Sei una specie di aeroplano? E pensare che non sei nemmeno sotto effetto di qualche droga allucinogena. Qui è tutto assolutamente vero. Ti piace la tua città? In effetti hai proprio ragione. E’ davvero magnifica: le strade antiche del centro, il traffico che è così vivo a quest’ora, sul far della sera, la gente che passeggia o corre al parco, i grandi centri commerciali. E il mare. Già, tu sei fortunato ad avere anche il mare. Non tutti hanno quella fortuna lì. Lo vedi? E’ così tranquillo adesso,sembra immobile. Uno specchio. Ti piace quest’immagine? Dico, ma non è pazzesco riuscire a vedere tutta questa bellezza in un colpo solo? Davvero è la prima volta? In effetti, nessuno s’immagina che possa essere un esercizio così semplice. Ti dirò di più: questo spettacolo è gratis. Lo puoi vedere ogni volta che vuoi. E’ sempre lì, a tua disposizione. Tutto quel concentrato di vita, di case, di spazi, di movimento, di bellezza mozzafiato. Senza contare che non devi nemmeno temere le vertigini. Se cadi, al massimo ti sbucci un ginocchio. E guarda che ancora non siamo alla fine. Il bello deve venire.

Ora devi salire un po’ più in alto. Se ti senti più sicuro siediti su quel muretto. D’accordo, il prato va bene lo stesso, anzi. È meglio. Sali più in alto, si, così, non avere paura.

Dimmi. Che cosa vedi, adesso?

-Tante città.

-Fantastico!

-Si stanno accendendo le luci. Vedo un paesaggio stupendo. Mi sembra…mi sembra di essere sulla luna. Sono un astronauta…

-Ma è incredibile! Quando eri piccolo, volevi fare proprio l’astronauta. Ed eccolo qua il nostro giovane Neil Armstrong pronto all’allunaggio! Adesso stai tranquillo, puoi goderti il paesaggio in santa pace. Vedi quanto cavolo sei salito in alto? Quello, non c’è bisogno che te lo dica, è il pianeta Terra. Continua a galleggiare, rimani lì sospeso, puoi osservare tutto intorno. Ci sono anche un sacco di altri pianeti, galassie, stelle in quantità, non si possono contare. Allora, dimmi un po’…che cosa provi adesso? Che cosa senti davvero?

-…

-Che cosa fai piangi? Guarda che non c’è bisogno di piangere. A cosa stai pensando?

-Non lo so…

-Non lo sai?

-Un po’ a tutto, credo…

-Urrà, risposta eccezionale! Signori, non credo alle mie orecchie! Dal niente sei passato al tutto e  non ci hai rimesso nemmeno un euro… capisci quanto è grande la cosa? Dal niente al tutto. Però adesso devi togliermi una curiosità. Rimani lì ancora, manca poco alla fine, fra un istante scendiamo, tranquillo. A proposito, scusami se mi sono permesso di fare tutto questo trambusto, ma è che quando ti ho visto seduto là dentro, in mezzo ai tuoi amici più cari, insomma, non ce l’ho fatta a starmene buono. Ho agito d’istinto e mi sono preso il permesso, tutto qua.

-Tranquillo, figurati…

-E la curiosità che mi devi togliere è questa: ma con tutto quel bendidio che vedi, il mondo, le stelle, l’infinito, le persone…perché cavolo hai deciso di arrenderti? Ricordo bene che quando eri bambino la tua fantasia viaggiava a cento chilometri orari. Non ti fermava nessuno. Ricordi quanti sogni? Eppure non eri fuori di testa, eri tutto a posto, no? Eri un bambino sano in piena regola. Ci dev’essere stato qualcosa che a un certo punto ti ha inchiodato. Qualcosa che ti ha fatto gettare l’ancora e ti ha legato alla sedia di un bar, appiccicato al tuo smartphone.

Dal tutto al niente. E’ triste, non credi?
di Matteo Donati

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